mercoledì 1 Dicembre 2021
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Un tedesco blasonato: il Tornister Empfanger B (1939)

Il ricevitore Tornister Empfanger b (detto anche Torn Eb – Berta) entrò in servizio nell’esercito tedesco nel lontano 1939, è stato il prodotto finale di una serie di ricevitori “portatili” Telefunken sviluppati principalmente per l’uso sul campo dalla fine degli anni ’20 in poi. Erano destinati all’uso sia come ricevitori da campo per scopi generali, che come ricevitori di accompagnamento per un certo numero di trasmettitori. La copertura della frequenza del ricevitore originale andava da 100 kHz a 6670 kHz, successivamente portata a 7.095 KHz.


Apparecchio nel suo stato prima dell’intervento

Sverniciatura

Frontale verniciato

Il ricevitore aveva una serie di vantaggi sul campo rispetto ai primi ricevitori supereterodina: non soffriva di modulazione incrociata né aveva oscillatori che irradiavano; tuttavia, la sensibilità e la selettività dipendevano notevolmente dalla qualità dei circuiti di reazione. Gli ingegneri di Telefunken prestarono grande attenzione agli aspetti meccanici dei sistemi di sintonizzazione e impiegarono ingranaggi anti-gioco di ottima fattura. Ciò garantiva non solo una regolazione molto precisa del condensatore di reazione ma anche la capacità di tornare all’impostazione esatta dopo essere passati da un’altra banda di frequenza. Il Torn.E.b era stato progettato essenzialmente come un ricevitore CW e un filtro a 900Hz poteva essere inserito attivando l’interruttore Tonsieb.


Interno dell’apparecchio, vista superiore. Si notano le valvole inserite nella loro sede.

Retro dell’apparecchio. Al centro il tamburo rotante del cambio gamma.

Una valvola parzialmente estratta dalla sua sede.

La qualità audio generale per la parola e la musica, sebbene accettabile, non era il requisito principale. Nel dopoguerra un certo numero di amatori ha migliorato la qualità audio aggiungendo uno stadio esterno di amplificazione combinato con un altoparlante (furono utilizzate valvole 6V6 o 6F6). Il ricevitore utilizza quattro pentodi multiuso RV2 P800, valvole che possono essere utilizzate in una varietà di configurazioni; ha due stadi RF, uno stadio rivelatore rigenerativo e uno stadio di uscita audio a bassa frequenza. Poiché tutti gli stadi utilizzano lo stesso tipo di valvola era necessario trasportare un solo tipo di ricambio, cosa molto importante sui campi di battaglia. Un’altra caratteristica del ricevitore è il cambio di gamma, realizzato con una torretta rotante integrata che copre la gamma di frequenza da 100kHz a 6670kHz in otto sezioni separate, facilmente commutabili ruotando la manopola centrale sul pannello frontale.

Contatti striscianti di una sezione del tamburo rotante. I terminali sono dorati.


Dispositivo di sintonia con le tabelle indicanti le frequenze. Sulla destra la scala di sintonia.

Dispositivo di sintonia con le tabelle indicanti le frequenze. Sulla destra la scala di sintonia.

L’equipaggiamento di base era formato dall’apparecchio radio stivato in una custodia metallica ermetica che poteva essere agganciata a una scatola di dimensioni identiche contenente un accumulatore a due volt (2B38), una batteria HT standard da 90 volt, due paia di cuffie ad alta impedenza e il manuale di istruzioni. Gli apparecchi prodotti alla fine degli anni ’30 erano dotati di un voltmetro sul pannello frontale con il quale si potevano controllare sia HT che LT. Gli apparecchi erano dipinti in diversi colori a seconda del servizio e persino del teatro di guerra: quelli dell’esercito erano normalmente grigio campo standard, quelli dell’aeronautica colore antracite molto scuro, mentre nel deserto del Nord Africa erano di colore marrone sabbioso. Nel 1942 gli apparecchi iniziarono ad apparire senza voltmetro, Il foro per il voltmetro era coperto da una piccola piastra di alluminio e un altro cambiamento notevole fu apportato al pannello frontale: i primi modelli avevano un’etichettatura sotto forma di etichette di alluminio ben stampate e avvitate, i modelli successivi iniziarono ad apparire con l’etichettatura come parte integrante della pressofusione, una sorta di goffratura che rendeva più difficile la lettura.


Parte inferiore dell’apparecchio. Il cavo giallo collega la sezione HF alla sezione BF.

Maschera che copre i contatti striscianti.

Gruppo di condensatori. Si nota che tutti i componenti sono numerati.

Alla fine del 1944 la qualità dei Torn.E.b. rifletteva il deterioramento dello stato dell’industria in Germania. La lega pressofusa originale fu sostituita da una lega a base di zinco di scarsa qualità con conseguente aumento del peso (anche del 50%!), non furono più montati cuscinetti a sfera sui condensatori di sintonia e gli ingranaggi anti-gioco furono sostituiti da meccanismi a piastre intrappolate, in questo modo la regolazione fine del condensatore di reazione risultò persa. Persino i portavalvole in alluminio erano tenuti insieme da lamiere fustellate (in alcuni casi in acciaio) piuttosto che da tubi di alluminio trafilati.

Condensatore variabile a tre sezioni
Condensatori e valvole della sezione HF

Apparecchio rimontato

L’apparato oggetto del restauro è del 1943, aveva alcune parti in alluminio e altre di zama (non danneggiate), era privo della scatola inferiore, quella delle batterie, ed era stato ridipinto di un verde militare deterioratosi nel tempo. La prima fase è stata quella dello smontaggio completo del pannello anteriore, della sua completa sverniciatura e successiva verniciatura. Successivamente ho smontato il tamburo rotante per provvedere alla pulizia del meccanismo di rotazione e dei contatti striscianti poi ho pulito gli zoccoli e i piedini delle valvole rendendoli lucidi come nuovi. Passando all’elettronica ho verificato che non ci fossero parti lesionate o bruciate, ma tutto era in ordine; soltanto i cavi di collegamento fra i telai dovevano essere dissaldati e risaldati per garantire la continuità.

Apparecchio rimontato


Vista dei controlli della sintonia. A sinistra la manopola del cambio gamma, a destra quella
della sintonia; sopra a questa la tabella che indica la corrispondenza in frequenza della scala di
sintonia. Sopra la manopola del cambio gamma si vede il numero della gamma impostata e, sopra,
la corrispondenza in KHz di un grado della scala di sintonia. Sopra la scala di sintonia si trova la
manopola per il controllo della reazione.

Voltmetro per il controllo delle tensioni di accensione dei filamenti e anodica

Per i condensatori ho lasciato i condensatori di filtro originali e ho sostituito i condensatori dei circuiti a radiofrequenza, lasciando loro accanto gli originali non collegati. Ultimati questi interventi circuitali ho realizzato un alimentatore che fornisce le due tensioni necessarie: 2 volt per i filamenti e 90 volt per l’anodica. Una volta alimentato il ricevitore è subito “rientrato in servizio attivo” facendomi ascoltare stazioni broadcasting, radioamatori e altri servizi utility in SSB. Gli apparati a reazione, se ben manipolati, rivelano anche la SSB, non perfetta ma intellegibile.


Ancora il voltmetro, sotto di esso l’interruttore per l’inserimento del filtro CW e sulla destra il
controllo del volume.

Vista d’insieme dei controlli. Al centro in alto la regolazione dell’accordo di antenna.


Coperchio che ha sostituito il voltmetro nei modelli più recenti. La traduzione è: “Dispositivo
pronto per il funzionamento senza strumento di misura”

Venendo alla descrizione dei comandi sul pannello frontale, abbiamo sulla sinistra: in basso l’interruttore di accensione e sopra di esso l’interruttore che inserisce il filtro CW; al centro del pannello il comando rotante per il cambio di gamma e alla sua destra la manopola della sintonia. Per impostare la frequenza si deve ruotare la manopola centrale e impostare la banda (da 1a 8) per poi ruotare la manopola di sintonia del condensatore variabile. Le tabelle a fianco del numero di banda indicano i valori in KHz corrispondenti alla gradazione della scala di sintonia. Sopra il numero della banda appare il valore in KHz dei gradi intermedi della scala di sintonia, da aggiungere al valore indicato in tabella.

Valvola RV2 P800.


Alimentatore autocostruito per l’apparecchio.

Il tutto è un po’ macchinoso ma assai preciso. Sopra alla scala di sintonia si vede la manopola per il controllo della reazione e, dalla parte opposta, quella per il controllo del volume. Sulla destra abbiamo le prese d’antenna e di terra in ottone e sulla sinistra si notano in alto il voltmetro e in basso il bocchettone di alimentazione e le prese per le cuffie. Il modello in oggetto, datato 1943 sulla targhetta frontale, non doveva avere il voltmetro, penso sia stato aggiunto successivamente.

Riccardo Chiari