domenica 24 Ottobre 2021
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Messaggi con Scintille, il Rocchetto di Ruhmkorff

Il titolo forse è troppo enigmatico per semplici parole tese a spiegare, per chi non lo conosce, questo dispositivo elettrico, senza perdersi nei meandri dei complessi fenomeni fisici che lo regolano. Il “Rocchetto di Ruhmkorff” è stato l’elemento fondamentale per arrivare alle prime trasmissioni senza fili, rese possibili da questo sistema ad induzione che al tempo esisteva già, ma che il fisico tedesco Heinrich Daniel Ruhmkorff (1803-1877) portò allo stato dell’arte!

 

Heinrich Ruhmkorff, terminati gli studi, rimase affascinato dalle teorie di Faraday che già nel 1830 indagava sul fenomeno dell’induzione, fenomeno fisico che intercorre tra 2 avvolgimenti elettrici e da altri esperimenti simili condotti dai Fisici del tempo. Nel Suo laboratorio di strumenti scientifici, allestito nei pressi della Sorbona di Parigi, pensò di cimentarsi nella costruzione di questo dispositivo realizzandolo nel modo più perfezionato possibile.

In buona sostanza il “Rocchetto di Ruhmkorff’ è basato sul principio del trasformatore che eleva una debole differenza di potenziale (quella fornita da una normale batteria) ad una molto più alta. Il segreto è trasformare la corrente continua della batteria in corrente alternata, ciò perché il sistema del trasformatore funziona solo con l’impiego di corrente alternata. Ruhmkorff provvede alla magia inserendo nel circuito un vibratore a lamine metalliche “martelletto” che interrompe il contatto con la batteria in sincrono con la magnetizzazione del nucleo di ferro dolce, nucleo che si magnetizza solo nel momento in cui scorre la corrente continua, a contatto interrotto cessa subito il magnetismo, il martelletto tramite una molla torna a riposo e quindi si richiude il contatto ripristinando il passaggio di corrente; il ciclo di aperto chiuso si ripete così all’infinito.

Il ciclo testé descritto fa nascere la corrente alternata necessaria per far funzionare il “sistema trasformatore”. Avviene così che nell’avvolgimento del secondario ricchissimo di spire si crea l’alta differenza di potenziale che inviata a due sfere metalliche distanziate, dà origine a una scarica dì scintille (impulsi elettromagnetici) che controllate con l’impiego di un circuito ad hoc, permettono di irradiare messaggi nell’etere. Tornando alla costruzione del Rocchetto la cui alta tensione fa scoccare le scintille tra 2 sfere metalliche oppure tra 2 punte, la stessa è semplice; trattasi in termini moderni di un trasformatore ad altissima tensione composto da 2 avvolgimenti “primario” e “secondario” con un nucleo in ferro dolce più l’accessorio indispensabile che abbiamo visto essere costituito dal vibratore o martelletto.

L’insieme è chiamato “Rocchetto” per l’alto numero di sottili spire di filo in rame smaltato che forma l’avvolgimento secondario la cui tensione dipende dal rapporto tra primario e secondario ed anche per il modo di come queste spire vengono avvolte sopra l’avvolgimento primario il quale consta di poche spire di filo di rame di grosso diametro collegate alla batteria tramite il congegno del vibratore / martelletto. Ruhmkorff aggiunge in parallelo al martelletto un condensatore smorzatore di scintille (extracorrente di rottura ) per evitare che il calore delle stesse fonda i contatti, inoltre questa miglioria permette l’accelerazione delle vibrazioni con cambiamento del periodo e della frequenza. L’ingegnoso Guglielmo Marconi, forte delle esperienze di Maxwell e di Hertz sulle onde elettromagnetiche, fa tesoro del Rocchetto di Ruhmkorff e passando dalla teoria alla pratica lo impiega con successo nel Suo trasmettitore, anno 1895, aprendo così la via alle comunicazioni senza fili anche grazie alla Sua brillante idea dell’impiego del sistema Antenna – Terra, migliorando così via via gli impianti fino al famoso brevetto n°7777 (Circuito Sintonico) depositato il 26 aprile 1900, vera pietra miliare in campo radio, ma questa è un’ altra bella storia dell’affascinante percorso della Scienza Radiotecnica!


LUCIO BELLE’

Dino Gianni I2HNX

Testo di Lucio Bellè.
Foto del Rocchetto di Ruhmkorff (simile a quello in uso sul Titanic ) e altre foto, grazie alla Cortesia del Museo privato delle Comunicazioni di Vimercate – Direttore Dino Gianni I2HNX