lunedì 20 Settembre 2021
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Il Multimetro SIMPSON

Quando si parla di radio e di radioascolto non dobbiamo dimenticarci della importanza che va data alla strumentazione dedicata per la costruzione di questi apparecchi, strumentazione che nel passato e a tutt’oggi è alla base di ogni realizzazione e manutenzione di apparecchiature radiotecniche ed elettroniche. Fatta questa doverosa premessa parliamo di TESTER o per meglio definirli di MULTIMETRI.

Un nome famoso negli USA e nel mondo, noto per la produzione di MULTIMETRI di gran classe è senza dubbio la SIMPSON ELECTRIC di Chicago Illinois. Mister SIMPSON fonda la SIMPSON ELECTRIC nel 1927, la sua specializzazione è fabbricare strumenti di alta precisione per misure elettriche; tra l’altro a testimonianza della qualità delle sue realizzazioni, la SIMPSON di Chicago è nota per aver creato la speciale “Bussola ad Induzione” realizzata per equipaggiare il famoso aereo “Spira of St.Louis” del pilota Charles Lindberg che ha effettuato la prima trasvolata atlantica in solitario. Mister Simpson è un vulcano di idee, brevetta un equipaggio mobile robusto e facile da produrre; per intenderci quello che è chiamato ” equipaggio mobile” il cuore dello strumento è l’insieme di ago, avvolgimento e molle il tutto montato su pivot per permettergli un angolo di rotazione all’interno del campo magnetico della calamita contenuta nello strumento. Quando l’equipaggio mobile è attraversato da corrente continua, crea un campo magnetico opposto a quello della calamita e per reazione si sposta dalla posizione di riposo (Zero ) e va ad indicare il valore corrispettivo sulla scala dello strumento.

Simpson brevetta anche il vetro infrangibile per strumenti, brevetta la regolazione fine del punto Zero e mette in produzione una serie di eccellenti multimetri. Il capostipite è il SIMPSON 260, siamo nel 1939, questo robustissimo strumento (che sarà poi seguito dal SLMPSON 269 con specchio parallasse e più avanti dal multimetro digitale SIMPSON 360) verrà largamente impiegato dai militari americani nella seconda guerra mondiale, la fabbrica ne produrrà circa cinque milioni di esemplari! La S1MPSON è stata partner dalla NASA per la fornitura di strumenti da impiegarsi nelle imprese spaziali e nelle Stazioni di terra adibite al controllo dei voli.

Negli anni 60 la fabbrica Simpson fa sua l’innovazione del sistema digitale aggiornandosi a questa evoluzione tecnica. Torniamo al cavallo di battaglia, il Multimetro SIMPSON 260, strumento corposo e ben dimensionato, racchiuso in uno scafo di materiale sintetico color antracite con scala analogica chiara, ben fatta e ben leggibile; la sensibilità è di 20.000 Ohm per Volt con lettura di valori in Corrente Continua, Alternata e in Ohm. Questo strumento multiuso, oggi comunemente chiamato TESTER è stato il modello di successo più venduto nel mercato USA, al costo abbordabile per quei tempi di $ 27 , è stato anche molto apprezzato sui mercati esteri, tant’è che anche qui da noi se ne possono ancora trovare alcuni esemplari.

Il SIMPSON 260 è solido come una roccia in tutti i suoi particolari, commutatore compreso: nulla a che vedere con i TESTER analogici più moderni , lasciamo stare poi quelli di produzione orientale che sia per il loro basso costo sia per i materiali impiegati non si possono nemmeno avvicinare all’alta qualità degli strumenti SIMPSON fatti per durare. Lì sì che si può verificare sul campo l’efficacia della parola oggi di moda “RESILIENZA”! Nelle Fiere di Radioamatori (speriamo presto di tornare a visitarle) se ne possono trovare alcuni esemplari che, se ben messi, serviranno ancora per molti anni i loro fortunati possessori. Gli esemplari raffigurati in foto sono della Collezione privata di I2HNX Dino Gianni, Collezione non solo di apparecchi radio di varie epoche, ma che spazia dalla telegrafia alla telefonia, dall’elettrologia a strumenti di misura, quindi tutto un insieme di aggregati che abbracciano con voluta continuità l’intero “Polo Scientifico” cha ruota intorno all’invenzione di Guglielmo Marconi e agli altri Scienziati che prima e con lui hanno consentito il lungo percorso che traccia la fantastica storia della Radio!

Testo e ricerca storica di Lucio Bellè – Foto cortesia di I2HNX Dino Gianni