lunedì 20 Settembre 2021
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Come è nata la prima Grundig Satellit

Nel 1964 la Grundig ha in catalogo una radio portatile multibanda a transistor con prestazioni di classe 1’Ocean Boy; in Germania è nota come “Welt Empfanger” letteralmente “Radio Mondo” perché permette di ascoltare le voci dal mondo, un po’ come l’americana Zenith 1000 TransOceanic, anche se l’Ocean Boy è più limitata nelle gamme, di contro però gode di linea fascinosa è ben fatta e in FM ha un suono eccezionale.

In quegli anni in Germania il suo concorrente più vicino è la Braun T 1000, una prestigiosa multibanda a transistor che costa quasi tre volte di più della Ocean Boy, radio più modesta che seppur con prestazioni inferiori alla Braun T 1000 incontra buon successo di pubblico anche nella categoria degli amanti di nautica da diporto. Il successo della Ocean Boy avviene anche all’estero dove viene venduta sotto il nome “Grundig Transistor 17”, ciò spinge “Max Grundig” a migliorarne le prestazioni pensando di produrre un modello più avanzato, aumentando così le vendite. Detto fatto, di li a poco nasce la “Grundig 205” che sull’enfasi delle prime conquiste spaziali viene chiamata “Satellit 5000”, capostipite di una lunga, fantastica ed ineguagliabile serie di Grundig Satellit!

Con evoluzione Darwiniana, la nuova “Satellit 5000” che copre quasi l’intero spettro dalle onde lunghe a 30 megacicli, ha somiglianza con la sorellina minore “Ocean Boy” e tranne la finestra longitudinale del tamburo Broadcasting in onda corta, conserva lo stile originario della scala parlante verticale divisa in 7 parti: 4 di onde corte, 1 di medie, 1 di lunghe e l per FM, a fianco vi sono i pulsanti per scegliere la gamma interessata e un tasto che abilita l’antenna telescopica o una antenna esterna, per esempio in barca, dove una filare non manca mai.

Veniamo ai comandi della Satellit 5000: in torretta volume, toni e il controllo dell’altoparlante biconico; sul frontale: acceso spento, Tuning, Sintonia fine, S.Meter/batterie, Selettore di Automatic Frequency Control. Sul retro prese per antenna , uscita audio alimentazione, il tutto in una elegante valigetta di legno ricoperta in simil pelle di circa una quarantina di centimetri di lunghezza per 7 Kg. di peso; il Circo di elettroni che gli gira dentro è disciplinato da 17 transistor e 20 diodi che le consentono di rivelare le più disparate onde radio emesse nel mondo.

E’ una radio portatile rete/ batterie ben fatta, solida, cablata con buoni componenti e di molta sostanza! Le manopole girano in modo fluido, la pulsantiera è in metallo, non è ancora comparsa la più delicata pulsantiera in plastica (fonte di guai) che caratterizza le future serie di Satellit. A proposito di manopole, tanti anni fa in un negozio di radio a Milano, notai un cartello che invitava i Clienti a non smanettare le radio esposte, assicurando che le manopole giravano tutte!!!

Tornando alla Satellit 5000 è interessante notare che sul retro, la Grundig, per accontentare Radio Amatori e Diportisti, aveva ricavato la sede per il convertitore per Telegrafia e SSB che si poteva richiedere come optional. Quest’ultimo nelle serie sucessive era uno scatolotto a parte, da collegarsi con un grosso cavo a una presa nella parte posteriore delle Satellit ( cosa assai scomoda ) solo anni dopo con le serie Satellit 3000 e 3400 Professional, si tornerà ad inserire nell’apparecchio il BFO,i1 Noise Limiter e la possibilità di gestire il Controllo Automatico di Volume.

Per capire il successo di queste radio va ricordato che prima di INTERNET, l’unico modo per ascoltare in tempo reale le notizie dal mondo era l’avere una radio multigamma, meglio se portatile sensibile e selettiva. Le fabbriche tra cui “Grundig” assecondarono le richieste del mercato sfornando a caro prezzo i più desiderati e fascinosi ricevitori multibanda di tipo mondiale, apparecchi ancor oggi ambiti per la gioia e il vanto dei loro fortunati possessori! Ancora una volta grazie alle Satellit e al suo creatore Herr Max Grundig che con le Sue fantastiche radio ci ha fatto e ci fa ancora sognare!

Testo e ricerca Storica di Lucio Bellè
Foto: cortesia di I2HNX Dino Gianni – Museo Privato delle Comunicazioni di Vimercate.