lunedì 20 Settembre 2021
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Clone artigianale del HeathKit CR1- Crystal Receiver

In questo periodo di “lookdown” qualcosa dovevo ben fare, mi è venuto in mente di donare una semplice radio a cristallo ( ecologica ante litteram perché non necessita di corrente ) mi aveva impressionato un gioiellino dell’HeathKit il CR-1 Crystal Receiver (Khz.640 -1440) che avevo avuto tra le mani grazie alla cortesia di Dino 12 HNX noto Collezionista e cultore appassionato delle radio a cristallo di Galena.

Per chi non lo sapesse il noto marchio HeathKit (USA) creato per Radioamatori e Hobbysti veniva distribuito in Italia dalla “LARIR Agente Generale per l’Italia, V.le Premuda – Milano” era disponibile in scatola di montaggio o già assemblato pagando il supplemento. Il Crystai Receiver CR-1 era dedicato ai principianti con un costo abbordabile, credo ne abbiano venduti anche a Istituti Tecnici per scopo didattico.

La costruzione dei CR-1 è semplice grazie alle istruzioni in Italiano, anche perché fa parte più sofisticata e cioè la bobina ( due avvolgimenti distanziati avvolti a gruppetti a nido d’ape, uno in senso opposto all’altro su un tubetto di cartone bachelizzato con nuclei in ferrite regolabili ) è già avvolta e pronta per essere saldata. Completano il tutto: due condensatori variabili da circa PF.500, due condensatori fissi da PF.360 una resistenza da K.24, un auricolare piezoelettrico, uno Switch e il cuore del piccolo ricevitore un moderno Diodo al germanio 1N34 che sostituisce il classico ma obsoleto “Cristallo di Galena”. Il tutto è racchiuso in una bella scatolina di plastica color grigio scuro con impresso “HeathKit Crystal Receiver CR-1” e le scritte: Antenna, Band, Tune e lettere alfabetiche poste sotto le boccole indicanti le prese per Antenna, Terra e Phones.

Detto fatto, copio lo schema elettrico reperibile in Internet e i dati per avvolgere la 2 bobine: A) = Antenna Coli, composta da circa 140 spire di filo Litz o in alternativa filo smaltato diametro mm.0,4 avvolta a gruppetti, tipo nido d’ape, su una lunghezza di cm.3 su un tubetto in cartone del diametro di circa mm.9 atto a consente di far scorrere all’interno una bacchetta di ferrite ciò per trovare la miglior resa ( lunghezza totale del tubetto circa cm.12 ). Bobina B) Detector coi! = 90 spire dello stesso filo e diametro, con presa intermedia alla 30° spira, avvolta con lo stesso procedimento della prima, su una lunghezza di cm.2,5. Notate bene che questa seconda bobina va avvolta tassativamente in senso contrario a come è stata avvolta la bobina A. Notare che tra le due bobine va tenuto uno spazio di cm.1 ( le foto sono esplicative). La costruzione l’ho fatta in una scatola dí cartone irrobustendo il coperchio con 3 fogli di cartoncino incollati con abbondanti pennellate di Vinavil, lo stesso dicasi per il tubetto in cartone della bobina, sagomato direttamente sulla bacchetta di ferrite che deve poter scorrere all’interno per regolarla (una volta per tutte) per la miglior resa, circa il Diodo ne ho impiegato uno al germanio di fabbricazione Europea, inoltre ho modificato l’uscita prevista per l’auricolare Piezoelettrico, eliminando la resistenza ed mettendo al suo posto un condensatore da PF 2.700 (meglio se a carta) cid per poter usare una cuffia elettrodinamica da 2000 Ohm.

Lo Switch serve a collegare ìn parallelo al variabile (Antenna Tune) le 2 capacità aggiuntive di PF 360 + 360 per ampliare a piacimento la capacità complessiva per avere il miglior accordo di antenna su tutta la gamma da Khz.640 a 1440. Il Detector Tune serve per la sintonia. A ricevitore ultimato, collegata una antenna filare da circa mt.10 e la presa di terra (il vecchio buon calorifero) si cerca una stazione e si fa scorrere la ferrite all’interno dei tubetto delle 2 bobine per trovare il miglior accoppiamento per la massima uscita in cuffia, manovrando i due variabili con mano ferma e la necessaria calma e con i’uso del Band Switch i risultati saranno stupefacenti. La RAI ( Khz. 900) si sente fortissimo anche di giorno e di notte giungono stazioni Europee, ciò è veramente un incanto, peccato che il mio clone sia molto meno fascinoso dell’originale che è veramente un piccolo gioiello. Chi vuole cimentarsi in questa realizzazione ( le foto sono esplicative ) in poche ore e magari con ancora un po’ di colla appiccicata alle dita si potrà divertire con poco e soprattutto fare un ascolto ecologicamente sostenibile, a Kìlometro zero e senza olio di palma, ma un po’ di pasta salda ce la mettiamo però…..! Auguri a tutt’Al ampi decisamente migliori ed anche di ottima salute!

(realizzazione di Lucio Bellè)