venerdì 5 Marzo 2021
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Zenith Royal 500 Occhi di Gufo

Già l’accattivante soprannome incuriosisce, se la si guarda bene il nomignolo è appropriato. Il corpo multicolore, le grandi rotelle dei comandi di volume e sintonia simili ad occhi e il rotondo e dorato altoparlante la fanno veramente somigliare a un piccolo Gufo.

 

La Zenith Royal 500 è una gran bella radio a transistor (c’è la scritta “Tubeless” per indicare che non funziona a valvole) prodotta nel 1950 dalla famosa Zenith Radio Corporation Chicago Illinois, è stata uno delle prime radio portatili a transistor made U.S.A. Commercializzata con successo per circa un decennio in diverse e perfezionate versioni, questa radio portatile è di linea gentile e sì presenta fin da subito con una livrea lussuosa nobilitata dallo stemma “Corona a tre punte” e corredata dal libretto di istruzioni che con l’accattivante grafica, tipica degli anni cinquanta, spiega come ottenere grande soddisfazione dal suo impiego. Tenendola in mano o posata su di un piano con l’apposita maniglia dorata che si apre a mo’ di compasso per darle appoggio, si percepisce la classe e la qualità di un prodotto fatto veramente per durare.

Le dimensioni tascabili sono di circa cm. 9 X 14 X 4 e il peso che sfiora i 500 grammi ne consentono un facile trasporto e l’utilizzo in ogni dove. I transistor messi al galoppo nel classico circuito Supereterodina sono 7; nelle serie successive si arriverà ad 8 transistor. La prima serie della Zenith Royal 500 Occhi di Gufo è di vari colori ed è realizzata con scafo esterno in robusto materiale plastico e chassis metallico con il cablaggio realizzato a mano.

Le successive versioni, tra cui una chiamata “Long Distane”, verranno realizzate con identica filosofia ma con l’impiego di un circuito stampato. L’interno della radio, nel suo insieme, è zeppo di componenti, nella piccola Zenith Royal 500 (dedicata all’ascolto delle onde medie) tutto è al posto giusto: la ferrite piatta con avvolgimento ricoperto da abbondante cera è il captatore delle onde radio, poi via via si scopre il robusto condensatore variabile ad aria (nelle successive versioni migliorato da una demoltiplica) ben diverso in qualità da alcuni condensatori variabili giapponesi, fatti di materiale plastico causa di improvvise avarie; le medie frequenze in miniatura sono ben realizzate e schermate; la parte di bassa frequenza con trasformatori e componenti vari, completa la gioiosa brigata e la fa parlare in altoparlante con una voce forte e ricca di toni, grazie alle 4 pile da 1,5 volt che le danno la necessaria energia.

E’ interessante notare che all’interno del coperchio posteriore della Zenith 500, coperchio rimovibile con una moneta agendo su un vitone cromato, sono apposti 2 schemi: il primo mostra la posizione dei principali componenti, la serie di produzione e le viti da rimuovere per l’eventuale smontaggio; il secondo indica il corretto inserimento delle 4 pile a stilo e la giusta polarità per l’eventuale impiego di batterie ricaricabili al mercurio. E’ pure importante notare che sulla rotella della sintonia delle Onde Medie sono segnati due punti con stampate le lettere CD (Civil Defense) ciò significa che nell’allora periodo di guerra fredda, in quei 2 punti, nel terrificante caso di un attacco nucleare, si sarebbe potuto ascoltare le trasmissioni di aiuto e di emergenza, situazione terrificante e fortunatamente mai verificatasi!

Che altro aggiungere, la piccola “Zenith Royal 500 Occhi di Gufo”, di cui si allegano le belle foto è stata tolta dalla vetrina di esposizione delle numerose radio portatili Zenith della Collezione 12 HNX Dino Gianni di Vimercate ; alimentata con pile nuove di fabbrica, in forma smagliante non ha esitato a far sentire subito la sua bella voce come fosse uscita ieri dalla fabbrica. Per rimanere in argomento circa il nomignolo, ho appreso che il Gufo “bubola”, ma fortunatamente questa Zenith Royal 500 non “bubola” ma bensì parla e pur essendo di paternità Americana, qui da noi riesce a farsi capire benissimo parlando forte e chiaro in un perfetto Italiano, naturalmente !

Testo di Lucio Bellè
Zenith 500 Occhi di Gufo e Foto- grazie a cortesia di 12 HNX Dino Gianni – Collezione Museo privato delle Comunicazioni – Vimercate

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