venerdì 5 Marzo 2021
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Storia della Radio, parliamo della Marconiphone V1- Long Range Type

Questa volta ritorniamo sul discorso radio antiche o meglio su una delle prime radio a valvole costruita dalla Marconiphone Limited Company di Londra, Compagnia fondata dal nostro Guglielmo Marconi.

L’invio di produzione fu motivato del gran numero di potenziali acquirenti a causa dello sviluppo in grande stile di Stazioni di Radiodiffusione (Broadcasting) iniziato nel 1922 soprattutto in Francia e in Inghilterra.

Grazie alla disponibilità della Collezione privata di I2HNX Dina Gianni ” Museo delle Comunicazioni di Vimercate ” ho potuto vedere e ascoltare una vera rarità, la “Marconiphone V1 Long Range Type” radio che venne messa in commercio nei primi anni 20.

Il gioiello in questione, completo dei suoi documenti originali, è una radio con un unico triodo (valvola DER) che lavora in un circuito basato sul principio della “Reazione” e che permette di ricevere le onde medio lunghe (allora in uso) facendo sentire la musica e le parole in una comoda cuffia.

Questo piccola radio è di elegante fattura, ha poche manopole di comando e come detto copre l’intera gamma da mt.300 a 4.600 cambiando a mano n° 6 blocchi di bobine. Il blocco (chiamato così dalla fabbrica) comprende la bobina di antenna e quella che favorisce accoppiamento induttivo; questi blocchi vanno inseriti in apposita sede all’interno della radio che si presenta come un bel mobiletto dì forma quasi quadrata con fattura di ottima ebanisteria in legno pregiato.

Il coperchio reca l’emblema “Marconiphone” con la firma di Marconi apposta sul disegno del mondo. Aperto il coperchio si scorge la targhetta di fabbrica con numero di matricola e il logo “BBC” e poi, cosa ancor più interessante, il cuore della radio: la valvola DER (Triodo), il variometro (Loose Coupler) per l’accoppiamento induttivo del cosiddetto “blocco”, il Variabile di reazione (Grid Leak Detector – letteralmente: Livellatore di fughe di griglia), il Reostato per dosare la tensione al Filamento e il comando di accensione.

Sul retro troviamo le boccale per Antenna e Terra, l’uscita per la Cuffia e per collegare l’alimentazione esterna a batterie: Volt. 42 per anodica e Volt. 2 per il filamento. Il circuito a Reazione è studiato appositamente per conferire all’apparecchio una maggior sensibilità grazie all’innovativo “Feedback” cioè al rientro sull’ingresso del circuito di una frazione del segnale lavorato dal Triodo che da solo fa da Sintonizzatore, Amplificatore e Rivelatore.

Per evitare eccessiva reazione, che se incontrollata tramuta il V1 da ricevitore in trasmettitore, emettendo radiofrequenza in antenna, bisogna dosare bene il comando del reostato filamento e il comando del variometro, così facendo si riesce a tirar fuori la stazione che si desidera ascoltare senza distorsione del segnale e senza arrecare disturbi da eccessivo innesco di reazione.

Va ricordato che in futuro, per evitare questo inconveniente che disturba le radio nelle vicinanze, si ovvierà al problema interponendo una valvola tra il Triodo “tuttofare” e il circuito di antenna. Collegati: antenna, terra, cuffia rigorosamente delle “Officine Marconi” e attaccate le 2 batterie, la “Marconiphone V1- Long Range Type” fa ancora ascoltare bene su circa metri 333 la voce di Rai i (Milano).

Naturalmente la vetusta Marconiphone V1 è un po’ macchinosa da operare, ma come si suol dire bisogna farci su la mano e poi il mettersi in testa la vecchia cuffia fa bene perché ascoltare con questa radio è come fare un viaggio nel tempo anche se dalla cuffia escono le notizie di oggi e pensandoci bene in quella particolare magia, frutto dell’audace ascolto, non più alle orecchie ma bensì al nostro subconscio riaffiorano insieme alle parole belli e passati ricordi !

Testo di Lucio Bellè. Radio Marconiphone V1
Grazie alla cortesia “Museo delle Comunicazioni di Vimercate” Direttore Museo – Dino Gianni I2HNX.

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