mercoledì 14 Aprile 2021
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Radio ricevitori Atwater Kent

Prima di parlare di questa prestigiosa marca americana parliamo dell’uomo Mr. Arthur Atwater Kent. Nato nel 1873 nel Vermont, Stati Uniti d’America, con un bagaglio di studi in ingegneria, da giovane inizia l’attività d’impresa in un modesto locale, mettendo insieme componenti per l’accensione delle candele di auto e semplici motori elettrici. Visto il crescere della domanda di radio, nel 1921 pensa di mettersi in quel settore, ma poiché in America la RCA era l’unica fabbrica detentrice dei brevetti, per aggirare l’ostacolo legale, glí viene l’idea di produrre Kit di radio da costruirsi con componenti sfusi, aggirando così i brevetti di fabbricazione consentendo ad appassionati di costruirsi da soli una bella radio di buone caratteristiche. La novità è anche che il Kit completo dì tutti i componenti necessari è fatto seguire da istruzioni che suggeriscono il montaggio su una semplice tavoletta di legno, la comune “Bredboard” (in italiano “Tavola del pane”) oggetto casalingo presente in ogni famiglia americana. Queste geniali idee fanno la fortuna della fabbrica.

Nel 1923, scaduti i brevetti di RCA, la fabbrica “Atwater Kent” decide di iniziare a produrre radio di qualità e già montate ed avanzate per l’epoca. Nel 1924 amplia la fabbrica a Philadelphia e continua nel successo tanto che l’anno seguente nel 1925 la “Atwater Kent Company” diventa il maggior costruttore di radio degli Stati Uniti d’America con una vasta gamma di modelli che nel momento di massimo fulgore supererà il numero di 100, dai più semplici a prezzo popolare ai più prestigiosi e costosi apparecchi supereterodina con 7 e 8 valvole con onde medie e corte, contenuti in eleganti mobili di gran lusso. Come sempre ogni bella storia ha il suo ciclo; la crisi del 1929 e la conseguente depressione economica, il nascere di altri “Competitors” e ì crescenti costi delle materie prime creano difficoltà, tant’è che nel 1936 la “Atwater Kent Company” economicamente stremata è ceduta alla americana “Philco” che di li a poco convertirà la produzione in frigoriferi.

Triste fine di un glorioso nome che ha consentito a molti di ascoltare musica e notizie, vantandosi di possedere una radio costruita con le proprie mani! Fatta la storia parliamo di una di queste radio, custodita nel “Museo delle Comunicazioni di Vimercate” grazie alla cortesia di Dino Gianni 12 HNX. E’ l’Atwater Kent ” Receiving Set – Model 20 ” – anno di costruzione 1925. La radio è a 5 valvole con il sistema degli stadi accordati in alta frequenza, il segnale captato dall’antenna è selezionato e amplificato da questi, quindi giunge alla rivelatrice, poi è lavorato dalla bassa frequenza che con adeguati trasformatori lo fa divenire suono e parlato, grazie anche all’altoparlante esterno a tromba. Un elegante mobile in legno ben laccato di stile semplice e moderno racchiude questo gioiello,

L’alimentazione della radio è esterna con 2 batterie, rispettivamente per la tensione anodica e per i filamenti delle valvole. Guardando dentro a questa bella e antica radio, quello che ci stupisce (abituati agli odierni oggetti plasticosi con manopolíne di sintonia e volume che se le giri grattano) è notare che queste vecchie radio oltre che eleganti, sembrano fatte per durare mille anni. In questo esemplare che è in condizioni spettacolari, gli zoccoli portavalvole sono in ottone massiccio con piccole lamelle per fare contatto, le bobine di grossa dimensione sono montate sfasate per non influenzarsi e fatte in bakelite con avvolgimento di filo di rame a doppio isolamento in cotone, i condensatori variabili e i componenti sono di alta qualità, la morsetteria in ottone, le resistenze marcate “Atwater Kent” sono removibili e bloccate alla base di legno con un sistema come quello dei fusibili d’auto del secolo scorso, tutto e ben costruito senza risparmio e fatto per durare. Dopo aver collegato l’antenna, terra, batterie e altoparlante, la radio si accende pigiando il suo Switch; scaldati i filamenti bisogna pazientemente sintonizzare le onde medie con le tre grosse manopole dotate di nonio che sono presenti sul frontale e che vanno ben accordate tra di loro e anche “giocare” con i 2 reostati per ben regolare la tensione ai filamenti e così facendo magicamente il parlato e la musica escono dall’altoparlante che è una bellezza! La nonnina con 95 anni sulle spalle è vigorosa, canta bene e farà sentire la sua voce per chissà quanti decenni ancora! Quindi tante grazie anche a Lei Mister “Arthur Atwater Kent” che ancora oggi ci regala un bel sogno!

Lucio Bellè

Grazie alla Cortesia del Museo privato delle Comunicazioni di Vimercate – Direttore Dino Gianni I2HNX

 

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