sabato 25 Maggio 2019
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Il governo accelera sulle radio private in Am: le 148 frequenze saranno gratuite

Il ministero dello Sviluppo economico risponde alle domande di chi vuole aprire un’emittente: i partecipanti alla procedura di assegnazione dovranno versare solo i diritti amministrativi, che dovrebbero essere bassi

di ALDO FONTANAROSA

ROMA – Le persone che sognano di aprire una radio in Am, sulle gloriose onde medie, hanno ora un quadro più preciso delle regole di questa partita. Il ministero dello Sviluppo economico – che offre 148 siti di trasmissione, 148 antenne, a chi vorrà tentare l’avventura – ha raccolto le domande più frequenti degli interessati e fornisce adesso le risposte del caso.

Il documento pubblicato dal ministero conferma e precisa, tra le altre cose, che:

1) il diritto d’uso di questi siti e delle frequenze non sarà messo all’asta. Il ministero lo assegnerà gratis – a soggetti preferibilmente privati – dopo un “concorso per titoli”;
2) possono partecipare alla gara anche ditte individuali e associazioni;
3) i partecipanti non dovranno presentare un impegno ad un investimento minimo;

4) i vincitori avranno un diritto d’uso delle frequenze (e non una concessione);
5) chi ha in mano una vecchia concessione, rilasciata in base alla legge 223 del 1990, dovrà comunque partecipare alla nuova procedura che offre solo 148 specifici siti di trasmissione. Chi non prenderà parte alla nuova procedura, non avrà diritto a continuare le emissioni;
6) condizione per partecipare alla nuova gara è ottenere una autorizzazione generale, che comporta il pagamento dei relativi diritti amministrativi. Non è stato ancora deciso l’importo dei diritti amministrativi, che comunque andranno versati ogni anno;

7) l’autorizzazione generale non è un titolo sufficiente per avviare le trasmissioni in Am. È semmai il lasciapassare necessario per concorrere alla assegnazione delle frequenze;
8)  l’autorizzazione si intende assegnata se, entro 60 giorni dalla richiesta, il ministero non ha espresso parere negativo. Vale dunque il principio del silenzio assenso;
9) i 148 siti di trasmissione hanno tutti una precisa collocazione sul territorio italiano, e possono irradiare il segnale lungo altrettante frequenze;

10) se un editore volesse usare frequenze e antenne fuori dai parametri ministeriali, anche come potenza del segnale irradiato, dovrà aspettare che il ministero trovi un accordo internazionale (all’Itu) per evitare interferenze con Paesi confinanti;
11) il diritto d’uso delle frequenze dura 20 anni;
12) dovrà avvertire il ministero chi decidesse di interrompere le trasmissioni prima dei 20 anni;
13) gli impianti di trasmissione dovranno avere i requisiti tecnici fissati dalla direttiva comunitaria 2014/53/Ue.

Le domande di partecipazione alla procedura devono essere recapitate, entro il prossimo 30 settembre:
– a mano presso la sede del ministero dello Sviluppo economico di Viale America 201, DGSCERP (stanza A516, quinto piano, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,00 alle 12,00);
– o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;
– o con invio di posta elettronica certificata all’indirizzo: dgscerp.div04@pec.mise.gov.it

(Repubblica.it)

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